Paesaggio

Introduzione

Con il termine “Paesaggio” si fa riferimento ad una realtà caratterizzata dalla stretta interazione tra elementi naturali ed elementi antropici. Secondo quanto sancito dalla Convenzione Europea del Paesaggio del  2000, il concetto di  Paesaggio“designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni” (Art. 1, c. a); occorre pertanto  “riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità” (art. 5)

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004), con il dettato dell’articolo 131, contribuisce a delineare il concetto di Paesaggio definendolo “territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni” che costituiscono la “rappresentazione materiale e visibile dell’identità nazionale, in quanto espressione di valori culturali“. Ne consegue la necessità di tutelare il Paesaggio al fine di “riconoscere, salvaguardare e, ove necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime.”

Evoluzione del concetto di Paesaggio nella normativa

Il concetto di tutela del Paesaggio fu introdotto nell’ordinamento Italiano dall’articolo 9 della Costituzione, che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“.

Ad eccezione di alcuni atti pionieristici, quali la promulgazione della Legge 411 del 1905 “Per la conservazione della Pineta di Ravenna” (di fatto la prima tutela paesaggistica ante litteram d’Italia che poneva alla base della tutela gli importanti valori storici legati al sito), l’Italia prerepubblicana, con la Legge 778 del 1922 e, più avanti, con la Legge 1497 del 1939, poneva al centro delle azioni di tutela le cosiddette “bellezze naturali”, concetto piuttosto vago, ma comunque riconducibile ad aspetti percettivi, che ha trovato una più compiuta e puntuale definizione solo negli anni ottanta, con la Legge 431/1985. È infatti alla c.d. “Legge Galasso” del 1985 che si deve un primo superamento della visione prettamente estetica del territorio e l’approdo al più esteso concetto di “beni ambientali”. A coste, laghi, corsi d’acqua, foreste, boschi, montagne, vulcani. etc.., fu così finalmente riconosciuto un valore essenziale, di per sé stesso meritevole di tutela.

Nel 2000, la Convenzione Europea del Paesaggio ha segnato un passo decisivo nell’evoluzione del concetto di Paesaggio, ora finalmente inteso quale “componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità“.

Da tutte queste premesse, nel 2004, è scaturito il D.lgs. 42/2004 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, che, recependo e ampliando i contenuti del D.lgs. n.490/99 – Testo unico in materia di beni culturali e ambientali, intende il Paesaggio quale bene culturale e, come tale, lo considera meritevole di tutela e valorizzazione. La parte terza del Codice ricomprende tra i “beni paesaggistici” sia i beni sottoposti a tutela ai sensi dalla legge n.1497/1939, sia le aree protette ope legis individuate dalla Legge Galasso del 1985.

Ppr- Piano Paesaggistico Regionale

Il Piano paesaggistico regionale mette il paesaggio al centro delle politiche regionali piemontesi. Un piano per conoscere, tutelare e promuovere frutto della collaborazione con l Regione Piemonte

l Piano paesaggistico regionale (Ppr), approvato con D.C.R. n. 233-35836 del 3 ottobre 2017 sulla base dell’Accordo, firmato a Roma il 14 marzo 2017 tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Piemonte, è uno strumento di tutela e promozione del paesaggio piemontese, rivolto a regolarne le trasformazioni e a sostenerne il ruolo strategico per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Il Ppr è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione della deliberazione di approvazione sul Bollettino Ufficiale Regionale (B.U.R. n. 42 del 19 ottobre 2017, Supplemento Ordinario n. 1). Entro 24 mesi dalla data di approvazione, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica o territoriale sono chiamati ad adeguarsi al Piano paesaggistico; nelle more dell’adeguamento, ogni variante apportata agli strumenti di pianificazione, limitatamente alle aree da essa interessate, dovrà essere coerente e rispettare le norme del Ppr.

Dalla data della sua entrata in vigore non è quindi possibile procedere all’adozione di varianti generali o revisioni agli strumenti urbanistici che non siano comprensive dell’adeguamento al Ppr. Inoltre, per le varianti di rango inferiore, la documentazione progettuale deve dimostrare il rispetto dei contenuti del Ppr stesso. Con apposito Regolamento attuativo, approvato con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 4/R del 22 marzo 2019, la Regione ha dettagliato le modalità per garantire l’adeguamento e la coerenza degli strumenti di pianificazione. Le Amministrazioni e i professionisti da queste incaricati potranno ricevere primi indirizzi e supporto nell’ottemperanza alle citate disposizioni presso i Settori di copianificazione competenti per territorio.

Gli elaborati del Ppr approvato sono disponibili in formato PDF e la relativa cartografia è consultabile anche attraverso un servizio di visualizzazione WebGis. I dati delle Tavole sono inoltre scaricabili in formato shapefile dal Geoportale Piemonte, sezione Catalogo.

Amministratori, professionisti e soggetti che intervengono attivamente sulla conservazione e trasformazione del paesaggio hanno anche un altro strumento dedicato al Ppr: il numero monografico LXXII, n. 3 della rivista «Atti e Rassegna Tecnica» redatto dalla SIAT, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, pubblicato a dicembre 2018 e consultabile integralmente. Il volume contiene contributi di esperti, rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Politecnico di Torino e funzionari regionali.

Tutele Paesaggistiche

Ai sensi del D.P.R. 26 novembre 2007 n. 233 ( s.m.i. D.P.R. 2 luglio 2009 n. 91) art. 17 , comma 3 lettera n) “Il direttore regionale, in particolare: esprime il parere di competenza del Ministero anche in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore;”

L’articolo di cui sopra ha una ricaduta diretta per quanto riguarda i procedimenti che si svolgono attraverso l’utilizzo dell’istituto della conferenza dei servizi relativi, a titolo esemplificativo, alle istruttorie di VIA, VAS, per infrastrutture stradali, elettrodotti, metanodotti, etc. che ricadono completamente in ambito regionale. I progetti devono essere inviati alle Soprintendenze di settore coinvolte e alla Direzione Regionale.

Non ci sono modelli specifici di presentazione delle istanze.

Per quanto riguarda invece la procedura ai sensi dell’art. 146 del D. Lgs.42/2004 si rimanda al del sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli

Tutela del Paesaggio – Contesto territoriale del Momburgo con le emergenze monumentali e paesaggistiche di Monte Calvario, del Santuario di Santa Lucia e del percorso devozionale di Villavecchia nel comune di Roccaforte Mondovì e Villanova Mondovì (CN).
Pubblicazione sulla G.U. n. 196 del 23 agosto 2017 e sul B.U.R.P. n. 32 del 10 agosto 2017 della Dichiarazione di notevole interesse pubblico del Contesto territoriale del Momburgo con le emergenze monumentali e paesaggistiche di Monte Calvario, del Santuario di Santa Lucia e del percorso devozionale di Villavecchia nel comune di Roccaforte Mondovì e Villanova Mondovì (CN).
Provvedimento emanato dalla Giunta regionale con Deliberazione 3 agosto 2017 n. 89-5520.
Secondo quanto disposto dall’art. 140, comma 4 del Codice, “copia della G.U. è affissa per 90 giorni all’Albo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati”.

Tutela del Paesaggio – Viale alberato lungo la strada provinciale S.P. n. 2 in Comune di Montafia (AT).
Pubblicazione sulla G.U. n. 219 del 19 settembre 2016 e sul B.U.R.P. n. 36 dell’8 settembre 2016 della Dichiarazione di notevole interesse pubblico del Viale alberato lungo la strada provinciale S.P. n.2 in Comune di Montafia (AT) ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera c, del d.lgs. n. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Provvedimento emanato dalla Giunta regionale con Deliberazione 5 settembre 2016 n. 36-3896.
Secondo quanto disposto dall’art. 140, comma 4 del Codice, “copia della G.U. è affissa per 90 giorni all’albo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia della dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati”. 

 
Tutela del Paesaggio – Tenimenti Storici dell’Ordine Mauriziano

Pubblicazione all’Albo Pretorio di dieci proposte di dichiarazione di notevole interesse pubblico relative ai Tenimenti storici dell’Ordine Mauriziano e avvio del procedimento ex L. n. 241/1990 e s.m.i.

Si comunica che, a partire dal giorno 16 gennaio 2014, e per una durata di 90 giorni, in conformità con le disposizioni di cui agli art. 136, comma 1, lett. c), e 138 e ss. del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, saranno pubblicati sull’Albo Pretorio dei Comuni interessati le proposte di dichiarazione di notevole interesse pubblico relative ai dieci Tenimenti storici dell’Ordine Mauriziano di seguito elencati:

  • Tenimento di Sant’Antonio di Ranverso – Buttigliera Alta, Caselette, Rosta (TO)
  • Podere Gonzole – Orbassano (TO)
  • Tenimento di Staffarda – Cardè, Revello, Saluzzo (CN)
  • Podere di Moretta e Villafranca – Moretta (CN), Villafranca Piemonte (TO)
  • Tenuta Fornaca – Scarnafigi, Villanova Solaro (CN)
  • Tenuta Grangia – Lagnasco, Saluzzo, Scarnafigi (CN)
  • Podere di Cavallermaggiore – Cavallermaggiore (CN)
  • Podere di Centallo – Centallo (CN)
  • Podere di Montonero – Lignana, Vercelli (VC)
  • Podere di Valle dell’Olmo – Tronzano Vercellese (VC)


Si segnala che è possibile prendere visione ed effettuare il download dei file contenenti le cartografie e le prescrizioni d’uso relative ad ognuna delle proposte di dichiarazione di interesse pubblico sopraelencate sul sito web ufficiale della Regione Piemonte alla pagina: www.regione.piemonte.it/territorio/paesaggio/index.htm

Gestione e valorizzazione